Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 28 maggio 2017

Un Pride a misura d'uomo


Ieri sono stato al Toscana Pride di Arezzo, ancora una volta con il gruppo Kairos, cristiani queer di Firenze.
E' stata una manifestazione bellissima, per la varietà e l'energia dei partecipanti, ma anche per l'incredibile accoglienza che ci hanno riservato i cittadini.
Complimenti sinceri agli organizzatori, in particolare al gruppo Chimera. Sappiamo quanto ci hanno creduto e quanto ci hanno lavorato.
E' stato un Pride a misura d'uomo, una marcia gioiosamente partecipata in una città ancora vissuta dai suoi cittadini.
L'anno scorso, quando una ampia rete di associazioni ha ripreso l'idea del Toscana Pride - che era rimasta incompiuta alcuni anni prima - e la ha rilanciata da Firenze, eravamo forse il triplo, ma abbiamo camminato nelle strade di un centro città ormai ridotto a contenitore di burocrazie e di punti d'appoggio per soli turisti facoltosi. Anche l'anno scorso fu un sabato pomeriggio, ma camminammo soli in una città senza lavoratori e con pochissimi cittadini.
Quest'anno ad Arezzo eravamo circa 10.000, ma abbiamo camminato praticamente sempre in mezzo alla gente.
Non dimentichiamo che Arezzo è un comune con meno di 100.000 abitanti, capoluogo di una provincia in gran parte rurale e scarsamente abitata.

Da notare che l'amministrazione comunale di Firenze, a differenza della Regione, di Livorno, di Sesto, di tante altre, ha voluto confermare anche quest'anno la sua distanza dal Toscana Pride.
Ci hanno pensato attivisti della democrazia e della parità dei diritti, come il nostro amico Marco Ferrari, o come il leader dell'opposizione in consiglio comunale, Tommaso Grassi, a fare una splendida "operazione supplenza" del gonfalone assente, come vi documentiamo in questa nostra foto.
Grazie ancora di cuore a tutte le persone che hanno fatto volontariato e che hanno partecipato al Toscana Pride 2017.




sabato 20 maggio 2017

Iran as a Global Hope





Among many flawed and rigged electoral processes in the world, this Iranian presidential polls embodied a little seed of hope.

We congratulate Hassan Rouhani, the incumbent president, who overwhelmingly won the majority of votes cast by Iranians on Friday, 19 May 2017, and was re-elected.

We now wait for many more good news: Iran must stick closely to the nuclear deal (JCPOA, Joint Comprehensive Plan of Action); it is time to grant a universal amnesty to all political prisoners; freedom of information must be extended; regime controls on many social, economic, political realities must be weakened; women rights must be boosted; greater local self-government and stronger social, public services are expected by all Iranian cities and regions; and many more reforms are needed.


This blogger always believed in a slow, gradual, pragmatic, nonviolent, progressive transition in Iran. Such a development is coherent with our findings on social mobilization in the globalized world.

It is time to hope and celebrate, tonight.

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