Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 22 agosto 2015

La caduta di Roma (o di Matteo Renzi?)


Siamo tutti addolorati per Roma, la nostra vicina, figlia e madre della Toscana. Si succedono scandali, disastri, incidenti, e ora un funerale.
All'interno dell'attuale ordinamento repubblicano italiano, non c'è alternativa alle elezioni anticipate per un nuovo sindaco e una nuova assemblea capitolina, di fronte a questa crisi.
Si voti la prossima primavera, dopo il necessario commissariamento.
Si cambino, per l'amor del cielo, anche i vertici di questura e prefettura, che sono rette da figure totalmente subalterne all'attuale andazzo, chiamando una figura diversa, una persona che venga da lontano.
Si può chiamare un europeo, come si è fatto per gli Uffizi?
Ovviamente, senza primarie, senza collegi più ristretti, senza limitazioni serie al sistema criminogeno delle preferenze, la speranza che qualcosa possa cambiare, con nuove elezioni comunali, è minima.
Ma non dobbiamo disperare.
Magari verrà eletta sindaco una persona totalmente fuori dall'attuale status quo.
Con maggiore libertà spirituale, con maggiore indipendenza, il prossimo sindaco (o sindaca) potrebbe far meglio.
Spero che Matteo Renzi, a cui vogliamo bene, capisca la lezione che gli mandano i Casamonica dal loro sfarzoso e pacchiano funerale: l'Italia contemporanea, dopo due guerre mondiali e dopo una serie impressionante di crisi economiche globali, non si può governare con una specie di neo-centralismo via twitter.
Senza la ricostruzione paziente di forti autonomie locali, responsabilità locali, economie locali, il nostro futuro, caro Matteo, non sono gli Stati Uniti, o la Repubblica Federale Tedesca, o la Svizzera, ma la Cina, il Brasile, o il Sudafrica.
Sveglia!


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