Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 26 febbraio 2015

Amalia Giardina, una samaritana

Nel corso del mio modestissimo servizio come presidente di una minuscola fondazione benefica, il fondo Samaria, ho avuto la benedizione di veder arrivare il sorriso di Amalia Giardina, una generosa amica e sorella samaritana. Riposa in pace, nel seno della Provvidenza!
 


mercoledì 25 febbraio 2015

Senza province si può

Una ottima notizia dal parlamento toscano: è stata varata all'unanimità una buona legge che guiderà la riorganizzazione dei servizi pubblici che fin qui sono stati svolti dalle province. La Toscana, con i suoi tre milioni e mezzo di abitanti, con 23.000 kmq, con distanze stradali e ferroviarie interne praticamente sempre contenute entro le 3 ore di viaggio, può vivere senza province. I comuni devono associarsi, rafforzarsi, magari anche unirsi. La regione deve articolare il suo personale e le sue sedi in ciascuno di quei territori, quelle realtà distrettuali e circondariali, che erano già state messe a fuoco dai fondatori dell'autogoverno toscano moderno, almeno dai tempi del presidente Gianfranco Bartolini, negli anni '80. Una parte del personale delle province rimane in sovrannumero, ma può essere gradualmente incoraggiato ad andare a occupare i tanti posti vuoti nelle altre amministrazioni, a cominciare dalla giustizia, che lamenta forti buchi nei propri organici. L'ottimo Vittorio Bugli, assessore regionale al bilancio, ne ha parlato stasera su Radio Toscana, con sobrietà ed efficacia. Complimenti sinceri.

sabato 21 febbraio 2015

Per l'abolizione dei prefetti

Il caso di Roma, sporcata e danneggiata da pochi hooligan ubriachi, ripropone una domanda antica quanto la Repubblica italiana: quando ci decideremo ad abolire i prefetti e le prefetture? La resilienza di queste figure fintamente rassicuranti è, a nostro parere, una delle maggiori cause del declino della diligenza e della responsabilità in tutto il resto delle amministrazioni pubbliche.


martedì 17 febbraio 2015

In un mondo di falliti, perché non aiutare i Greci?

Incorporo qui uno scambio di battute che ho avuto con l'amico Stefano Marcelli, oggi, su Facebook. Nel sistema capitalista condoniamo debiti a ogni genere di briganti; riabilitiamo falliti di ogni ceto; alle banche, più buchi fanno, più le capitalizziamo con soldi pubblici; comminiamo pene ridicole a persone che hanno imbrogliato i loro creditori, spesso più poveri di loro; andiamo incontro a ogni tipo di difficoltà in cui le persone, anche incautamente, cascano... Ebbene, in un mondo con così tanti falliti, ce la dobbiamo avere proprio con i Greci che si sono ribellati alla corruzione del PASOK e agli imbroglioni di Nuova Democrazia?



E aggiungo anche questo tweet:




domenica 15 febbraio 2015

No to a proxy war in Donbass


The shaky ceasefire in East Ukraine, in the Donbass, appeared to be taking hold, in this first day. Let us hope and let us repeat that compromise is necessary. Ukraine and pro-Russia separatists have no alternative. If Europe, America and Russia stop financing a pointless proxy war, the ceasefire will hold.


lunedì 9 febbraio 2015

In ricordo di Ubaldo Mascii

Una preghiera e un ricordo per una bella persona che ha raggiunto il Cielo: Ubaldo Mascii. Il Tirreno di oggi da' notizia della sua morte e scrive delle belle parole sulla sua lunga e avventurosa vita.
Di mio aggiungo solo che sono onorato di averlo conosciuto.
Concesse a me, giovane ribelle e anti-conformista, attenzione e rispetto, sia come militante che come studioso.
Sto parlando di tanti anni fa!
Credetemi, sarebbe raro anche oggi, ma allora non era da tutti dare voce a una persona diversa come me.
Era da persone speciali come Ubaldo Mascii.
Riposa in pace, vecchio cuore pratese, eternamente giovane.

sabato 7 febbraio 2015

Wake Up America


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giovedì 5 febbraio 2015

Western investment in Ukrainian repression

American and European aids are literally financing violent repression in Eastern Ukraine. In addition, NATO, even in this dramatic hour, is increasingly provoking Russia and radicalizing Eastern pro-independence rebels. Western mistakes do not justify Russian ones, of course, but a question remain unanswered: why are not we, the West, using our financial help to encourage fair local elections and a self-government process, instead of war, in the East?
We wish success to Merkel-Holland mission, but we can't see any sign of repentance in Western mainstream. Let's hope in soldiers who surrenderofficials who betray, people who rebel. They can change disintegration into hope.
   



mercoledì 4 febbraio 2015

Aiuti alla resistenza kurda - a che punto siamo?

Presidente Matteo Renzi, a che punto siamo con gli aiuti italiani alla resistenza curda? Stiamo aiutando il nostro prossimo? Stiamo facendo, come Repubblica, la nostra parte? Queste sono settimane decisive. Il sedicente Stato Islamico non ha le basi per durare, ma può infliggere ancora sofferenze indicibili agli abitanti del Levante e del Medio Oriente. Non esitiamo ad aiutare coloro che si stanno efficacemente difendendo dalla barbarie estremista e sanguinaria, a partire dalle nostre sorelle e dai nostri fratelli partigiani di Kobane. Avanti!




Stefano Marcelli, su Facebook poco fa, lanciava un provocatorio ma interessante paragone fra due terribili esecuzioni: il brutale assassinio del pilota giordano potrebbe essere per lo Stato Islamico quello che l'uccisione dell'operaio Guido Rossa fu per le BR, la rottura con le persone comuni che, sia pure perversamente, si pretendeva di rappresentare.

martedì 3 febbraio 2015

Un senso di sollievo

E' vero, il discorso inaugurale di Sergio Mattarella, il dodicesimo presidente di questa malandata nostra Repubblica, ha rivelato qualche limite. Per esempio, non conteneva parole esplicite sull'autonomia dei territori e delle economie locali, né sul dramma delle nostre carceri. Eppure abbiamo provato un senso di sollievo, ascoltandolo parlare di resistenza, del sacrificio del «nostro bambino» Stefano Tachè (ma forse si dovrebbe scrivere Taché), di libertà, anche affettiva, per tutti, e della necessità di tornare a fare inclusione sociale ed economica, a partire dalle necessità più materiali della povera gente. Il senso di avere a che fare con una persona umile e seria. Buon lavoro, presidente Sergio Mattarella.

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