Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 31 gennaio 2014

Appeal to Ukraine: peace among center and periphery



Appeal to Ukraine, Crimea and other near regions: peace between center and periphery, amnesty for all, and fresh elections for central and regional bodies asap.
Eastern people can not live separated from eastern Russia.
Western people can not live separated from Mitteleuropa.

So, prudence, compromise, new federal agreement are needed, in Swiss style.
May G-d bless and protect you, brothers and sisters of Ukraine.


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I found a kind of irreverent deepening. If you love geopolitics, it might be worth reading:

http://springtimeofnations.blogspot.it/2014/01/will-ukraine-crisis-become-second.html


mercoledì 29 gennaio 2014

Stefano D'Ambruoso e Loredana Lupo

Stefano D'Ambruoso, questore della camera eletto con Scelta Civica, ci pare abbia nettamente esagerato, stasera. In due video lo si vede sopraffare fisicamente la collega Loredana Lupo, eletta con i Cinque Stelle. Ovviamente la situazione era tesa, il comportamento dei rivoltosi grillini assolutamente criticabile, ma si tratta sempre di un maschio alto che si accanisce contro una femmina piccola.

Ognuno si faccia una propria idea:
- dal sito dei Cinque Stelle
- dal Corriere
- la denuncia della onorevole Lupo

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630 partiti

Scrive un vecchio amico liberale, Marco Taradash, consigliere regionale toscano, che il ritorno delle preferenze significherebbe l'esplosione della camera (che ha 630 seggi) in 630 partiti. Nella società e nella politica italiana di oggi, aggiungiamo noi, le vecchie preferenze all'italiana produrrebbero una invasione di morti credono di essere vivi, di zombie politici. Teniamo duro, per le primarie, contro le preferenze, a Firenze e a Roma.


domenica 26 gennaio 2014

Mastro Pasqua


Tanti amici su Facebook scrivono semplicemente: senza parole.
Io ne scrivo qualcuna, invece.
Nessuno capisce come sia possibile che una persona, come Antonio Mastrapasqua per esempio - il cui nome viene spesso storpiato in Mastro-Pasqua (è successo anche a noi su questo blog e ce ne scusiamo!) - possa cumulare così tanti incarichi e così delicati. Ciascuno dei quali ben retribuito si intende!

Evidentemente, la dirigenza pubblica - non solo quella apicale temiamo - è una sorta di sinecura.
Forse il lavoro vero lo svolgono subordinati di fiducia.
Gli insulti per ciò che non va li prendono in basso gli impiegati e in alto i politici.
Questa dirigenza gode di posizioni privilegiate, fuori da ogni controllo, e di stipendi fuori mercato.
Negli anni l'intero establishment dell'informazione, della politica, della magistratura, non è mai stato in grado di frenare questa deriva. Sarà forse che chi si somiglia non si morde?
Anche questo è lo status quo da rompere, caro Matteo Renzi, forza.

venerdì 24 gennaio 2014

Preferenze di corruzione


E' stata una settimana segnata dal risveglio intellettuale - con un minimo di riscontro mediatico - di tutti coloro che - come noi di Riforma Toscana - lottano per le primarie obbligatorie, contro il ritorno disastroso delle preferenze. Fra i tantissimi interventi, mail, dichiarazioni di persone come Carlo Fusaro, Chiara Boriosi, Emiliano Lascialfari, Francesco Clementi, Stefano Ceccanti, Dario Parrini - solo per citarne alcuni di quelli con cui possiamo interagire qui in Toscana - vogliamo segnalare questo articolo di Angelo Panebianco uscito ieri sul Corriere della Sera e di cui riproduciamo un piccolo estratto.

    Giovedì 23 Gennaio, 2014
    CORRIERE DELLA SERA
    pag. 1 (articolo di fondo)

ERANO MEGLIO I COLLEGI UNINOMINALI, MA ALMENO EVITIAMO LE PREFERENZE

Poiché il meglio è nemico del bene va detto che qualunque sistema elettorale sarebbe per noi migliore di quello (proporzionale con preferenze) che ci ha consegnato la Corte costituzionale: anche uno scelto a caso fra un centinaio di diversi possibili sistemi elettorali. Se restasse la proporzionale così come è, infatti, saremmo condannati per sempre all’ingovernabilità. (...) ...piuttosto che la proporzionale, va bene anche il sistema elettorale su cui si sono accordati Renzi e Berlusconi. Ma c’è un «ma». Quella proposta prevede collegi plurinominali e liste di candidati, sia pure senza preferenze, ossia bloccate. Liste corte, certo, per non incorrere di nuovo nel veto della Consulta. Ma pur sempre bloccate. E sulle liste bloccate non poteva non riproporsi la solita polemica sul «Parlamento dei nominati». Non è solo Alfano a volere le preferenze (magari la sua è solo pretattica). Le vuole anche la minoranza antirenziana del Pd che, però, come ha detto Rosy Bindi, è maggioranza in Commissione. Esisteva un solo modo per evitare il rischio di ritrovarsi a discutere di preferenze sì/preferenze no: un accordo che prevedesse il ritorno ai collegi uninominali. Il collegio uninominale è lo strumento migliore, il più pulito, per garantire il massimo possibile di rappresentatività dell’eletto rispetto all’elettore. La sua superiorità sia nei confronti della lista bloccata sia nei confronti del «mercato delle preferenze» è evidente. (...) ...bisogna cercare di limitare i danni, fare fuoco di sbarramento contro la sciagurata eventualità del ritorno alle preferenze. Le preferenze sono portatrici (insane) di due gravi malattie. La prima consiste nella pesante distorsione che introducono nella competizione democratica. Contro l’opinione secondo cui la preferenza sarebbe un mezzo «per dare all’elettore la possibilità di scegliere l’eletto, e bla bla bla», le preferenze hanno l’effetto di sovrapporre alla competizione fra i partiti quella dentro i partiti, fra i candidati dello stesso partito. (...) Perché riproporre oggi quelle distorsioni? C’è poi una seconda malattia. La rappresentanza degli interessi, anche quella normale e lecita in altre democrazie, è oggi a serio rischio di criminalizzazione.
Mentre voteranno sulle preferenze i parlamentari diano un’occhiata alla legge Severino, la legge anticorruzione approvata all’epoca del governo Monti. D’ora in poi, sarà difficile per qualunque parlamentare (capi politici a parte), eletto grazie a tante preferenze, dimostrare che esse non siano frutto di «voto di scambio», indizi, se non prove, di un reato penale. Reintroducete le preferenze e darete lavoro supplementare a tutte le procure. A elezioni fatte, e vincitori proclamati, fioccheranno gli avvisi di garanzia. (...) Se ci saranno di nuovo le preferenze, i temerari che si candideranno faranno bene a presentarsi agli incontri con gli elettori accompagnati dai loro avvocati.

Angelo Panebianco
http://www.corriere.it/firme/angelo-panebianco

mercoledì 22 gennaio 2014

Allarme lotteria unica nazionale

Grazie a Stefano Ceccanti abbiamo potuto cominciare a leggere e a capire il testo depositato della proposta di compromesso elettorale #FareRenzi, il cosiddetto "Italicum".
C'è un grosso problema: la distribuzione dei seggi avviene TUTTA in un collegio unico nazionale, che si trasforma quindi in una specie di lotteria.
Funziona così: se una persona si candida nella sua città con una sua lista e prende anche il 50% dei voti, ma è indipendente e fuori da una lista che superi i quorum nazionali, NON VIENE ELETTA.
Questo, a mio parere, è un errore, è un pericolo, è un rischio inutile per la tenuta dell'intero compromesso.
Si deve correggere subito questa stortura.
Non c'è alcun bisogno di assegnare a livello nazionale 600 posti. Se ne possono distribuire nei collegi, per esempio, 400. Un paio di centinaia di seggi bastano, al collegio unico nazionale, per gestire sia i resti, che il premio di maggioranza.
Così, i candidati che ottengano un quoziente intero, un quorum pieno, sul proprio territorio, nel proprio collegio, sarebbero certi di essere eletti.
Questo difetto si può correggere facilmente, senza minare l'impianto generale della legge.Non si tratta di salvare le leghe, si tratta di mantenere la sovranità elettorale dei territori.
#ForzaRenzi, al lavoro!


Onore a Roberto Giachetti

Roberto Giachetti, gettandosi con tutto il suo corpo, alla Gandhi, nella lotta, è diventato il punto di riferimento di tutti noi che vogliamo collegi piccolissimi e primarie obbligatorie, cioè una svolta storica per cominciare a selezionare leader che uniscano, non signori delle tessere e mister preferenze. Lo onoriamo, perché sua è buona parte del merito dell'accordo #ForzaRenzi, compromesso che, come lui stesso ci spiega, non è certo l'ideale, ma è reale. E, anche se mentre scriviamo ancora non si conoscono i dettagli, ci lascia ancora la speranza che la Repubblica e l'Europa potrebbero cominciare a riformarsi, e salvarsi, salvando anche tutti noi, i piccoli, gli ultimi, i diversi.

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Sosteniamo Roberto Giachetti sulla sua pagina pubblica su Facebook




Preferiamo le primarie

Oggi segnaliamo due cose brillanti, che si distinguono nel grigiore (e nel rossore) di tutta quella vecchia politica che insegue strumentalmente le preferenze, come velenosa e livorosa riscossa contro ogni possibile cambiamento elettorale e istituzionale. La prima è una fulminante nota di Massimo Gramellini, apparsa sulla Stampa, contro le preferenze: "Avrei preferenza di no", un pezzo breve, bello, dritto al punto. La seconda è un bel articolo di Maria Antonietta Calabrò, sul Corriere della Sera di oggi, a pagina 6, in cui si parla della possibilità di istituzionalizzare e rendere obbligatorie forme di primarie, ispirandosi a buone esperienze americane e tedesche, ricordando che sul tema già lavoravano Veltroni e il bravo - e nostro amico - Stefano Ceccanti.


lunedì 20 gennaio 2014

In appoggio al compromesso #ForzaRenzi

Matteo Renzi ha appena presentato alla direzione PD il compromesso che in rete ho battezzato #ForzaRenzi (fra la nuova Forza Italia, rifondata da Berlusconi, e il nuovo PD guidato dal sindaco di Firenze).
Primo punto, abolizione dell'elezione diretta dei senatori e delle loro indennità. Il nuovo senato non voterà la fiducia e avrà poteri diversi da quelli della camera. Sarà composto da presidenti regionali e sindaci.
Secondo punto, riforma del Titolo V della Costituzione. Si aboliranno le materie concorrenti e torneranno alla Repubblica poteri in materia di grandi reti e di gestione della nostra immagine all'estero. Ai consiglieri regionali sarà chiesto anche di diminuirsi lo stipendio fino al livello di quello dei sindaci del loro capoluogo regionale. Si aboliscono i finanziamenti impropri ai gruppi consiliari regionali.
Terzo punto, la nuova legge elettorale. Piccoli collegi plurinominali - con l'impegno per le primarie e per la rappresentanza di genere - oggi del PD, domani, magari, obbligatorie per tutti. No al ritorno delle vecchie preferenze all'italiana. Attribuzione dei seggi solo alle forze che superano i quorum del 5% (sole), dell'8% (in coalizione), del 12% (l'intera coalizione). Premio di maggioranza a chi supera il 35%, altrimenti ballottaggio fra le prime due forze politiche.
Matteo Renzi propone un progetto politico di unità del suo partito, di vocazione maggioritaria, di assunzione di responsabilità per il futuro.
Vuole che il suo PD provi a vincere e a governare, anche da solo. E ovviamente anche altri hanno il diritto di provarci, all'interno di un sistema politico maggioritario e tendenzialmente bipartitico.
E' un cambiamento netto, in meglio.
Appoggiamolo.

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Matteo Renzi ha avuto un mandato pieno dalla direzione di oggi. Segnalo uno degli interventi più belli, quello della giovane e brava Cristiana Alicata, che si è preparata e ha dimostrato equilibrio e concretezza. Segnalo anche l'intervento di un senior, Franco Marini, che pure qualche motivo di insoddisfazione rispetto a Renzi certamente ce l'ha, per la sua intelligente comprensione della necessità di un legame vitale fra gli eletti e l'intera popolazione del loro collegio - non certo solo con i "clientes" che ti danno la preferenza.

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Cristiana Alicata



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Franco Marini



sabato 18 gennaio 2014

Auguri bipartisan

Auguri sinceri di buon lavoro alle due delegazioni politiche che si stanno per incontrare a Roma. Pd e la nuova FI hanno la responsabilità di raggiungere un accordo bipartisan che salvi la Repubblica dal disastroso ritorno delle fazioni proporzionali, dei signori delle tessere e delle preferenze, del potere di ricatto delle minoranze organizzate. Berlusconi cerca il riscatto da una storia di fallimenti politici. Renzi si gioca tutto in 24 ore. I Letta - zio e nipote - sanno che per le caste privilegiate di cui fanno parte, è tempo di rinunciare a qualcosa.
Per coloro che credono, come noi, nelle primarie, in piccoli collegi, nell'etica della responsabilità, sono ore indimenticabili di speranza.

giovedì 16 gennaio 2014

Il no del sindaco alle preferenze


Segnaliamo un bel articolo del Corriere di oggi - giovedì 16 gennaio 2013 - su come Matteo Renzi sta tenendo testa ai fautori del ritorno dei signori delle preferenze - cosa difficilissima, perché di aspiranti organizzatori di minoranze privilegiate è piena la società italiana, PD non escluso. Ne riproduciamo qui l'incipit. A ben vedere, lo scontro frontale, da oltre vent'anni, è soprattutto questo: da una parte coloro che vogliono affermarsi come leader eletti dalla maggioranza della propria area politica, nel proprio territorio, capaci di candidarsi in un piccolo collegio, dove conquistare la maggioranza dei voti del popolo sovrano; dall'altra i capi di minoranze organizzate, stile CL, stile burosauri vecchio PCI, stile correnti vecchia DC, stile un certo tipo di sindacati di pensionati, stile un certo tipo di vecchie ACLI, membri della casta o aspiranti tali, che vedono la politica come un insieme di piccoli partiti faziosi, a loro volta divisi in rissose e avide correnti, dove i signori delle tessere e delle preferenze possono conquistare posti e vivere alle spalle di tutti e all'insaputa della gente comune.


    Giovedì 16 Gennaio, 2014
    CORRIERE DELLA SERA
    Pag. 6


Il no del sindaco sulle preferenze nel duello serrato con il vicepremier

Alfano: il tuo Pd entri nel governo. Renzi: non riconosco poteri di veto

ROMA — C’erano una volta vertici dove i leader di partito annegavano minacciosi avvertimenti e offerte di patti dentro lunghe prolusioni politiche, che toccava all’interlocutore interpretare. Ieri invece Renzi e Alfano si sono visti ma è come se abbiano twittato, scambiandosi frasi brevi, con un linguaggio diretto e a tratti ruvido, quasi fosse un incontro di ping pong. Se sia l’alba della Terza Repubblica o l’epilogo della Seconda si vedrà, di sicuro ieri il segretario del Pd — che si è intestato la partita della riforma elettorale e che finora ha tenuto coperto il proprio gioco — ha dovuto iniziare a scoprire la prima carta. Ed è stato subito scontro. Certo, il primo colloquio non poteva che essere interlocutorio, ma il nodo delle preferenze su cui si è incentrato parte dell’incontro segna una distanza che il leader del Nuovo centrodestra non intende colmare. Lo si era capito da come si era presentato all’appuntamento, con un’intervista a Radio Anch’io in cui per la prima volta aveva risposto alle «provocazioni» di Renzi: «L’arroganza non paga». E giusto per non dar segni di cedimento, il capo democrat gli ha offerto il suo biglietto da visita: «Ci tengo a tener salda la maggioranza e a ricercare l’intesa sulla riforma, ma non riconosco poteri di veto». (...)
E appena Renzi ha provato a spiegare la sua «preventiva» contrarietà al sistema delle preferenze, [Alfano] ha replicato che «noi non accettiamo l’idea di avere di nuovo dei parlamentari nominati o paracadutati», (...)
La divergenza cela differenti interessi: mentre Renzi punta sulla propria leadership e non intende perdere il controllo dei gruppi con le preferenze, Alfano ne ha bisogno per garantire e affermare l’identità del suo Ncd quando si dovrà coalizzare alle elezioni. (...)

Francesco Verderami




Gli imbroglioni del proporzionale

Alla fine il Movimento Cinque Stelle, come un estremismo qualunque, cade nella tentazione del tanto peggio, tanto meglio e torna ad invocare - niente di meno - che il ritorno al voto con il proporzionale, il regalo avvelenato fatto all'Italia dai pensionati d'oro della corte costituzionale. La tentazione del proporzionale e delle preferenze continua ad accumunare coloro che sono - politicamente parlando - impotenti, ignoranti, vecchi, imbroglioni del popolo sovrano, oppure folli fanatici decisi ad arroccarsi nelle loro cosiddette convinzioni senza assumersi alcuna responsabilità verso il futuro. Restano pochi giorni, a Renzi, a Berlusconi, a pochi altri - quelli che sembrano non volersi rassegnare - prima che, ancora una volta, si debba gettare la spugna e arrendersi al perdurare della dittatura dello status quo o, peggio, al crollo della nostra repubblica e della nostra Europa.


mercoledì 15 gennaio 2014

Il ritorno dei presidenti

Sul Corriere Fiorentino di oggi, mercoledì 15 gennaio 2014, a pagina 12, trova ancora una volta ospitalità un mio intervento polemico contro il ritorno dei partitini. La riforma elettorale toscana rischia di essere una controriforma. Il consiglio regionale toscano tornerà a popolarsi di consiglieri presidenti di "gruppi" composti da se stessi?

* * *

Il testo integrale dell'intervento (Nda, 16/1/2014):

Mercoledì 15 Gennaio, 2014
CORRIERE FIORENTINO
Pag. 12

Un Boom di Partitini in Consiglio Regionale di MAURO VAIANI*

Caro direttore,
ciò che filtra dal Consiglio regionale in materia di riforma elettorale toscana — come riportato da Mauro Bonciani sul Corriere Fiorentino di ieri — continua a essere una mela tanto luccicante per i candidi e gli ignoranti, quanto avvelenata per i cittadini sovrani e per la salute complessiva del nostro sistema politico locale.
Si insiste a pensare al ritorno delle preferenze facoltative, che non restituiranno sovranità agli elettori, né agibilità politica agli indipendenti e ai fuori-casta, ma riempiranno il Consiglio regionale di capi-cordata e organizzatori di minoranze clientelari. Della recente sentenza della Corte costituzionale — quella anti-Porcellum — si legge solo ciò che fa comodo. Si ipotizza addirittura di far entrare in Consiglio regionale forze con il 2 per cento — purché in coalizione. Ci si è totalmente dimenticati che la soglia unica al 4 per cento, in vigore dal 2009, fu rivendicata come una scelta di moralizzazione e di aggregazione dall'allora presidente della Regione Claudio Martini, e che fu semmai ritenuta giustamente — ancora troppo bassa, dall'allora portavoce dell'opposizione Alessandro Antichi. Il presidente del gruppo Pdl Alberto Magnolfi (ora Ncd, ndr), da parte sua, lodò la soglia unica del 4 per cento, come antidoto a un Consiglio in cui tutti i consiglieri «volevano essere presidenti», capi di una piccola fazione composta solo da se stessi.
Sembra che il tutto abbia l'avallo dei renziani, i quali forse sono i primi destinatari della mela avvelenata. Il Partito democratico che il futuro segretario regionale Dario Parrini erediterà sarà infatti lacerato dalla guerra delle preferenze e il nuovo Consiglio regionale sarà una babele di partitini.
Il secondo destinatario della mela è forse l'opposizione di centrodestra: coloro che pretendono di rinnovarla in questo modo, avallando partitini e preferenze, possono essere sicuri che la manterranno permanentemente nello stato di frammentazione e impotenza in cui si trova attualmente.

*attivista civico liberale e studioso - Università di Pisa


sabato 11 gennaio 2014

Ariel Sharon 1928-2014

Ariel Sharon with Tzipi Livni,
his main political disciple
Fonte: http://www.israelimages.com
Goodbye Ariel Sharon. They let you go, finally, and it was time, after eight years of aggressive treatmentWe shall meet again, in the bosom of Providence, along with the souls of so many Jews and Muslims, Christians and Druze, Bedouins and Jordanians, Lebanese and Syrians, Palestinians and Israelis, the many, many, many people that you saved earlier from fear and extermination, and later from new wars. May be you and your memory be blessed. RIP father.


venerdì 10 gennaio 2014

Le preferenze dell'equivoco

Gaspare Polizzi, sul Corriere Fiorentino di stamane, ricorda in prima pagina il nostro impegno contro le preferenze. L'ambiguità del sistema delle vecchie preferenze è chiaramente visibile a chiunque analizzi i dati ovunque esse sono ancora possibili: esse conducono all'elezione dei mister Fiorito e degli onorevoli Razzi.
Abbiamo bisogno di un processo di primarie, in cui possano emergere nuovi leader rappresentativi di un territorio, non piccoli capi e capetti, di clientele e di fazioni.
Continuiamo a insistere con i legislatori regionali.
Continuiamo a sperare.


Dalla sottoccupazione intellettuale alla riscossa sociale

Domani, a Firenze, all'ARCI di piazza de' Ciompi, dalle 9.30 in poi, si tiene una maratona promossa dai sottoccupati intellettuali più affamati d'Italia: i precari dell'informazione. Come blogger, come studioso, come attivista, spero che da questa assemblea emergano riflessioni critiche e autocritiche, ma anche una voglia di riscossa professionale, culturale, sociale.
E' vero, in un mondo interconnesso, il lavoro di poche decine di giornalisti può bastare dove prima ce ne volevano migliaia. Da questo non si può tornare indietro ma, nello stesso tempo, avremo sempre bisogno di reporter, osservatori particolarmente specializzati e ferocemente critici.
Saranno di meno, saranno pagati meno, faranno fatica a farsi notare, dovranno essere assolutamente brillanti e speciali per farsi notare nel mondo dei nuovi media e delle nuove reti sociali - in cui tutti i loro potenziali lettori sono, a loro volta, generatori di notizie più fresche, di analisi più acute, di battute più salaci. Ma questo non li rende meno necessari! Auguri ragazze e ragazzi precari del mondo dell'informazione toscana e italiana.
Buon lavoro domani!

* * *

Firenze, 11 gennaio 2014
Stati Generali dell’informazione precaria

Firenze, ARCI – Piazza dei Ciompi, 11 - ore 9.30

Promosso da Ast - Associazione Stampa Toscana e Commissione Informazione Precaria Toscana

09.30  Saluti introduzione
Paolo Ciampi, presidente  Associazione Stampa Toscana
Carlo Bartoli, presidente Odg Toscana

09.50  ricerca Lsdi
Pino Rea, Lsdi

10.00  panorama nazionale
Maurizio Bekar,  Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

10.10  panorama toscano
Leonardo Testai, coordinatore Commissione Informazione precaria Ast

10.20  storia dell'accordo Athesis
Paolo Dal Ben,  Assostampa Verona

10.30  legge regionale editoria
Ass. Vittorio Bugli,  Assessore regionale alla Presidenza

10.40  bando regionale online
Ass. Cristina Scaletti, Assessore regionale alla cultura

10.50  Domenico Guarino, Consigliere Odg Toscana

11.00 Susanna Bonfanti, Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

11.10 Dario Rossi, Commissione uffici stampa Ast

11.20 Marco Renzi, Dig.it

11.30   Inpgi

11.40  Laura  Antonini, Comitato amministratore Inpgi2

11.50  Giovanni Rossi, segretario del Sindacato giornalisti delle Marche

12.00  Nicola Chiarini, presidente direttivo Refusi – giornalisti veneti freelance

12.10  Carola Del Buono, freelance

12.20 Giovanni Rossi, Presidente FNSI

12.30  Tavola rotonda - coordina   Fabio Scaffardi
Ass. Vittorio Bugli,  Assessore regionale alla Presidenza
On.Gabriele Toccafondi, Sottosegretario  all’Istruzione
On.Erasmo D’Angelis, Sottosegretario alle infrastrutture  trasporti
Maurizio Salvi - Imprenditore, esponente di Confindustria

* * *

giovedì 9 gennaio 2014

War on drugs nearing an end?

Around the world, early cracks are multiplying in one of the biggest wall of lies in history: the one on which the absurd, costly, bloody war on drugs is built. Even in Italy. This is a rare sign of hope.





mercoledì 8 gennaio 2014

Compromesso Renzi-Verdini?

Da giorni si vocifera di un possibile compromesso elettorale Renzi-Verdini basato su collegi piccoli, in ciascuno dei quali si eleggerebbero quattro o cinque deputati. Per la selezione dei candidati, il PD potrebbe continuare a celebrare le primarie di collegio, mentre la nuova-vecchia Forza Italia potrebbe conservare la sua struttura fortemente verticistica.
L'attribuzione dei seggi potrebbe avvenire con regole simili a quelle delle elezioni provinciali: allo schieramento vincente - magari al secondo turno - un 60% dei seggi; il rimanente 40% distribuito proporzionalmente fra tutti gli altri. Ma attenzione: parteciperebbero alla attribuzione dei seggi solo i movimenti che hanno avuto quorum pieno nel proprio collegio! Il risultato sarebbe la sostanziale eliminazione di ogni forza che non riesce, almeno in un collegio, ad ottenere un risultato a due cifre.
Non è la soluzione più nitida e anglosassone, ma sarebbe sempre meglio dell'attuale Porcellum.

martedì 7 gennaio 2014

Il pericolo delle preferenze date da pochi

Oggi il Tirreno pubblica un (altro) mio intervento sui pericoli delle vecchie preferenze volontarie all'italiana, usate da pochi, pericolose, clientelari. Ringrazio di cuore il direttore Roberto Bernabò per l'interessamento e l'ospitalità. L'intervento è stato incluso nella rassegna stampa del consiglio regionale della Toscana.


* * *

(Il giorno dopo, ndA, pubblichiamo il testo integrale)

L'intervento - http://www.iltirreno.it
martedì 7-1-2014 pagina 18

REGIONE, LE PREFERENZE
NON SONO IMPORTANTI

di Mauro Vaiani*

L'entourage del presidente toscano Enrico Rossi
lascia spesso e volentieri trapelare che, dai tem-
pi della sua campagna elettorale nel 2009-2010,
cioè da quattro anni ormai, ogni volta che promette la
riforma elettorale toscana con quello che lui definisce
il "probabile" ritorno delle preferenze, gli attivisti delle
case del popolo e dei circoli si spellerebbero le mani.
Sarà, ma non ci è chiarissimo, allora, perché questa
riforma, che viene promessa da anni, che si doveva fare
subito dopo le elezioni del 2010, che si doveva fare a Fi-
renze prima che a Roma, non si sia ancora fatta.
Non si capisce, inoltre, come mai né lo stesso gover-
natore, né la sua maggioranza nel parlamento toscano,
né tanto meno gli organi regionali del partito democra-
tico' riescano a esprimersi in modo cristallino. Perché
non dicono cosa vogliono veramente? Un sistema fon-
dato sulla competizione nelle primarie e in piccoli col-
legi, come traspare dai loro documenti politici regiona-
li e nazionali, o il ritorno della vecchia e - non di menti-
chiamolo, disastrosa, moltiplicatrice dei costi della po-
litica - preferenza facoltativa all'italiana?
Studiando i numeri delle elezioni regionali del 2000,
l'ultima volta che si è eletto il consiglio regionale con le
preferenze, si vede bene che solo un quarto degli elet-
tori toscani ha usato la preferenza. Nella circoscrizione
provinciale di Livorno, per esempio, 12.000 persone
votarono Virgilio Simonti e altre 11.000 Andrea Man-
ciulli, ma 50.000 elettori vota-
rono i DS senza dare alcuna
preferenza. Lo stesso presi-
dente Enrico Rossi fu eletto
consigliere regionale a Pisa,
con ben 16.000 preferenze; il
suo compagno di partito Al-
fonso Lippi ebbe altri 8.000
voti; Anna Romei Pizzimenti
circa 3.000; Rosa Dello Sbar-
ba poco più di 2.500; ma altri
50.000 cittadini della provin-
cia di Pisa votarono DS senza
scrivere alcuna preferenza.
Il 75% del popolo toscano non ha alcun interesse alle
preferenze, semplicemente perché non le ha mai usa-
te. Chi ha veramente nostalgia delle preferenze, inve-
ce, sono le minoranze organizzate di poche migliaia di
elettori che le hanno sempre usate, selezionando la
classe politica, all'insaputa della maggioranza degli
elettori.
Inoltre, chi sta perseguendo il ritorno della doppia
preferenza - nascondendola dietro la foglia di fico del
doppio voto di genere - farà tornare in voga i ticket fra
candidati forti che si fanno aiutare, nelle diverse locali-
tà' da candidati deboli, quelli in lista non per vincere
ma per far pesare i propri pacchetti di voti.
Inutile aggiungere che non ci sorprenderebbe affatto
se poi la maggior parte dei candidati forti fossero di ses-
so maschile, mentre la maggior parte dei candidati ci-
vetta fossero di sesso femminile. Il destino di chi si la-
scia incantare dal politicamente corretto è spesso quel-
lo di consolidare i rapporti di forza più scorretti.
Le vecchie preferenze facoltative all'italiana, specie
se multiple, specie se usate in grandi città o in grandi
collegi, sono uno dei peggiori metodi di selezione della
classe dirigente. E i risultati infatti, da decenni, sono
davanti agli occhi di tutti, dal Piemonte alla Sicilia, pas-
sando per Milano e per Roma.
La Toscana ha avuto, nell'ultimo decennio, meno
scandali e meno costi della politica di altre parti d'Ita-
lia, proprio grazie al fatto che ebbe, dieci anni fa, il co-
raggio di abolire le preferenze.

* Visitor alla Università di Dublino, Scuola di politica

domenica 5 gennaio 2014

Iran Coming Soon


My Epiphany prayer, this year 2014, is a tribute to the queer future of Iran. A spring of freedom and compassion will soon flourish in Iran, and its positive influence will reach Russia, China, India, Islam, Africa, and the West. There will be a change, that will bring hope to the world. Enjoy the video. More information can be read at Iranian.com and at Buzzfeed.


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sabato 4 gennaio 2014

Figli di uomini

Stanno facendo il giro del mondo le parole semplici e nitide che, ancora una volta, il vescovo di Roma, papa Francesco, ha usato per parlare delle persone gay, lesbiche, queer, delle loro coppie e dei loro figli; che sono figli di uomini e di donne come tutti gli altri, a cui, raccomanda il papa, si deve stare attenti a non trasmettere un "vaccino anti-fede". Basta prepotenze, pregiudizi, corruzione, nella chiesa e nelle sue istituzioni. Basta preti faccendieri, piccoli mostri che predicano l'impossibile a tutti, mentre a loro stessi tutto è concesso.

Queste parole di Francesco sono dappertutto in rete. Noi segnaliamo un pezzo molto sintetico, apparso su una testata popolare: Quotidiano.Net.

giovedì 2 gennaio 2014

Mattarellum in testa

Fra le proposte che Matteo Renzi ha lanciato, subito, nel primo giorno lavorativo del nuovo anno, c'è quella di un ritorno al Mattarellum, con il suo rafforzamento, coerentemente con le coraggiose battaglie di Roberto Giachetti e con i preziosi consigli di Roberto D'Alimonte - quest'ultimo, ricordiamolo, uno dei pochissimi accademici italiani che si sta esponendo come figura pubblica in favore di una repubblica migliore.
Coloro che lavoreranno concretamente sui dettagli dell'intesa sono i membri della commissione affari istituzionali della Camera - Francesco Paolo SISTO, presidente; Roberta AGOSTINI e Danilo TONINELLI, vicepresidenti; i segretari Maria Elena BOSCHI (la fiduciaria di Matteo Renzi per le riforme) ed Emanuele COZZOLINO; gli altri membri, molti dei quali si giocano con questa partita la propria credibilità personale come futuri candidati nei collegi: BALDUZZI Renato, BERSANI Pier Luigi, BIANCHI Dorina, BIANCONI Maurizio, BINDI Rosy, BRAGANTINI Matteo, BRESSA Gianclaudio, CENTEMERO Elena, CUPERLO Giovanni, DADONE Fabiana, D'AMBROSIO Giuseppe, D'ATTORRE Alfredo, DIENI Federica, FABBRI Marilena, FAMIGLIETTI Luigi, FIANO Emanuele, FRACCARO Riccardo, GASPARINI Daniela Matilde Maria, GELMINI Mariastella, GIORGIS Andrea, GITTI Gregorio, GULLO Maria Tindara, INVERNIZZI Cristian, KRONBICHLER Florian, LA RUSSA Ignazio, LATTUCA Enzo, LAURICELLA Giuseppe, LEONE Antonio, LOMBARDI Roberta, MAZZIOTTI DI CELSO Andrea, MELONI Marco, MERLO Ricardo Antonio, MIGLIORE Gennaro, NACCARATO Alessandro, NUTI Riccardo, PILOZZI Nazzareno, PLANGGER Albrecht, POLLASTRINI Barbara, RAVETTO Laura, RICHETTI Matteo, ROSATO Ettore, SANNA Francesco.
Non mancheranno certo loro informazioni e consigli.
Aggiungiamo anche i nostri, come ci ha suggerito di fare Matteo Renzi.
Eccoli:
- Tornare ai 475 collegi uninominali del Mattarellum è semplice, veloce, opportuno.
- In ciascuno di questi collegi le forze politiche possono organizzare, magari contestualmente e congiuntamente, delle serie e vere primarie, con pari opportunità per aspiranti di diverse età e generi.
- Il vincitore, il first-past-the-post, di ciascuno di questi collegi deve poter entrare alla camera, come leader naturale del suo territorio.
- Essendo molto probabile - in un paese complesso e diviso come l'Italia - che nessuna forza politica raggiunga in questo modo la maggioranza assoluta, è giusto immaginare un secondo turno eventuale, che dovrebbe consistere in un ballottaggio fra le due forze politiche maggiori, la prima e la seconda classificata.
- In palio, in questo secondo turno, dovrebbero esserci i 155 seggi della vecchia parte proporzionale del Mattarellum. Magari non tutti, ma quanti ne servono al vincitore finale per avere la maggioranza sufficiente a governare.
- Se non si fa a tempo a modificare la Costituzione, anche la composizione del senato dovrebbe essere influenzata dai risultati di questo tipo di secondo turno.

Il cambiamento è davvero possibile, ed è possibile adesso.
Restituiamo sovranità agli elettori, rappresentanza ai territori, centralità al valore e al carisma personale di candidati che possono avere il voto della maggioranza del loro collegio - non il consenso clientelare di piccole fazioni organizzate, come era nel vecchio sistema italiano delle preferenze facoltative multiple.
In poche settimane si decide tutto.
Si decide - questa è la nostra modesta opinione - se si salva o no questa repubblica, questo nostro stare insieme come Italiani ed Europei.
Non ci deludete.
Non ci rovinate.

PS:
Se conoscete qualcuno di questi deputati, scrivete loro che vogliamo un rapido ritorno a un Mattarellum rafforzato; che vogliamo scegliere in ciascun territorio sia un partito, sia la persona che lo rappresenterà; che vogliamo che si cambi subito il Porcellum, ma che non vogliamo il ritorno delle vecchie preferenze all'italiana - nemmeno nella loro reincarnazione politicamente corretta ma ingannevole, quella della cosiddetta doppia preferenza di genere. Eccovi una lista alfabetica con i link alle mail dei membri della I commissione permanente della camera, quella degli affari costituzionali:

BOSCHI Maria Elena PD boschi_m@camera.it
BRAGANTINI Matteo LNP bragantini_m@camera.it
BRESSA Gianclaudio PD bressa_g@camera.it
CALABRIA Annagrazia PDL calabria_a@camera.it
CENTEMERO Elena PDL centemero_e@camera.it
COZZOLINO Emanuele M5S cozzolino_e@camera.it
CUPERLO Giovanni PD cuperlo_g@camera.it
D’ATTORRE Alfredo PD dattorre_a@camera.it
DADONE Fabiana M5S dadone_f@camera.it
DIENI Federica M5S dieni_f@camera.it
FABBRI Marilena PD fabbri_marilena@camera.it
FAMIGLIETTI Luigi PD famiglietti_l@camera.it
FIANO Emanuele PD fiano_e@camera.it
FRACCARO Riccardo M5S fraccaro_r@camera.it
GASBARRA Enrico PD gasbarra_e@camera.it
GASPARINI Matilde Maria PD gasparini_d@camera.it
GELMINI Mariastella PDL gelmini_m@camera.it
GIORGIS Andrea PD giorgis_a@camera.it
GITTI Gregorio Scelta Civica gitti_g@camera.it
INVERNIZZI Cristian LNP invernizzi_c@camera.it
KRONBICHLER Florian SEL kronbichler_f@camera.it
LA RUSSA Ignazio Fratelli D’Italia larussa_i@camera.it
LAURICELLA Giuseppe PD lauricella_g@camera.it
LOMBARDI Roberta M5S lombardi_roberta@camera.it
MAZZIOTTI DI CELSO Andrea Scelta Civica mazziotti_a@camera.it
MELONI Marco PD meloni_m@camera.it
MERLO Ricardo Antonio M5S merlo_r@camera.it
MIGLIORE Gennaro SEL migliore_g@camera.it
NACCARATO Alessandro PD naccarato_a@camera.it 
NUTI Riccardo M5S nuti_r@camera.it
PILOZZI Nazzareno SEL pilozzi_n@camera.it
PLANGGER Albrecht MISTO – Min. Ling. plangger_a@camera.it
POLLASTRINI Barbara PD pollastrini_b@camera.it
RAVETTO Laura PDL ravetto_l@camera.it
RICHETTI Matteo PD richetti_m@camera.it
ROMANO Francesco S. PDL romano_f@camera.it
ROSATO Ettore PD rosato_e@camera.it
SANNA Francesco PD sanna_f@camera.it
SISTO Francesco Paolo PDL sisto_f@camera.it
TONINELLI Danilo M5S toninelli_d@camera.it
ZOGGIA Davide PD zoggia_d@camera.it



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