Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 7 luglio 2012

Toscana Pride

Ho partecipato al primo Toscana Pride a Viareggio, sabato 7 luglio 2012, con gioia, assieme ad amic* car*, e con orgoglio, dietro lo striscione di Ireos, l'associazione che in questo momento mi rappresenta e mi consente di esprimermi più compiutamente, come persona omosessuale a Firenze e in Toscana.
Lo slogan scelto per la manifestazione mi è parso molto strano, ma molto poco queer: "La Nostra Immortale Favolosità". Forse voleva forse essere autoironico, ma temo sia solo stato solo un involontario harakiri mediatico. Il documento politico della manifestazione invece è assolutamente buono, al netto di una verbosità un tantino anacronistica. Consiglio di darci un'occhiata.
Segnalo, fra gli altri, l'ottimo intervento di Mirco Zanaboni, della nostra Ireos.
Ci sono state ovviamente discussioni, polemiche e divisioni, riguardo a questo Pride toscano. Sono mancate le adesioni di parti storiche del movimento gay e lesbico toscano, come quella degli amici di Azione Gay e Lesbica Firenze, o di Luisella Audero e degli altri amici di Gaylib Toscana. Non entro nel merito del loro legittimo dissenso.
Qui mi preme solo lasciare scritto che questo raduno di diecimila persone è stato gioioso, carico di energie positive, potenzialmente capace di lanciare un messaggio di ottimismo, anche economico. Sì, in molti sensi, siamo stati a Viareggio anche per tirare la volata a una stagione fiacca, a un turismo in crisi, a una imprenditoria (del divertimento e dell'ospitalità, queer e non) a corto di risorse e soprattutto di idee.
In questo sabato non abbiamo certo posto rimedio agli errori scientifici, amministrativi e politici del parco e dei suoi burocrati, alle difficoltà e ai limiti dei governi di Viareggio e Vecchiano, alla mancanza di fantasia e coraggio - e umiltà e generosità - di tanti imprenditori e operatori del turismo, alla debolezza politica e culturale di tanta parte del nostro movimento queer.
Però abbiamo sentito parole di sana critica e autocritica, di speranza, di ottimismo.
E ce n'è, in questi anni di crisi più che mai, un gran bisogno.

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