Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 24 settembre 2017

NO al Tavernellum


Nella foto Fiano e Rosati - fonte Il Fatto quotidiano


Nel parlamento italiano gli esponenti PD Emanuele Fiano ed Ettore Rosati hanno presentato l'ennesima proposta di riforma elettorale, chiamata dai giornalisti "Rosatellum 2". Si tratta di una nuova diabolica miscela dei peggiori difetti dell'ormai perduto Mattarellum, più alcuni del Porcellum, più qualcosa persino dell'Italicum. Marco Taradash, nella sua rassegna stampa di ieri (sabato 23 settembre 2017, su Radio Radicale), lo ha chiamato giustamente "Tavernellum", con riferimento ironico a una ben nota marca di vino economico.
Ai protagonisti di questo ennesimo pasticcio, che consentirebbe ancora una volta a pochi capi politici di nominarsi l'intero parlamento - tagliando fuori ogni lista ribelle, forza civica, lista locale, esponente indipendente - diciamo con un sorriso: posate il fiasco.
E' stato molto difficile convivere con la triste realtà che le forze politiche principali abbiano discusso per anni di materia elettorale senza princìpi, senza convinzioni, senza la minima volontà di rispettare la Costituzione e di consentire ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti locali.
Ora non sopporteremo più.
Il vostro tempo è scaduto!
Ai parlamentari della XVII legislatura, che si sono regolarmente dimostrati legislatori cialtroneschi, rivolgiamo un invito fermo: togliete le vostre manacce dalle leggi elettorali.

mercoledì 20 settembre 2017

La Catalogna rompe le catene


Oggi, mercoledì 20 settembre 2017, è stata una giornata difficile in Catalogna, ma forse decisiva per svegliare le coscienze, in vista del referendum del 1 ottobre.Il governo spagnolo ha voluto perquisizioni intimidatorie e arresti.
In tutta risposta il popolo catalano è sceso in strada.
In Catalogna, una rivoluzione popolare, nonviolenta, democratica sta rompendo le catene di Madrid.
Non è una rottura improvvisa.
Come qualcuno che segue le nostre ricerche su "Disintegration as Hope" sa, non guardiamo tanto alle tradizioni e alle identità dell'epoca pre-industriale, che sono importanti, ma spiegano ben poco del presente.
Siamo più interessati alla rottura delle catene autoritarie e centraliste che avviene nella modernità, grazie all'azione di cittadini sempre più connessi, socialmente attivi, politicamente coscienti.
Dopo decenni di oppressione, dopo lunghi anni di "compromesso costituzionale", dopo dieci anni di insulti e soprusi continui da parte del governo centrale neofranchista dei cosiddetti "popolari" spagnoli, la Catalogna si è ribellata.
Una forte maggioranza politica indipendentista ha rotto la legalità costituzionale e sta cercando di imporre una nuova legalità repubblicana catalana.
Adesso tocca al popolo catalano esprimersi, votando con le schede del referendum del 1 ottobre 2017, con i piedi dei manifestanti, con i sacrifici dei lavoratori e degli studenti che scioperano, con il canto dell'inno nazionale "Els Segadors" intonato a ogni angolo delle strade.
Occorre una mobilitazione popolare vastissima, largamente maggioritaria, per vincere una battaglia nonviolenta.
Sinceramente ci auguriamo questa rivoluzione abbia successo e che l'Europa abbia presto una nuova repubblica in più.
Segnaliamo, in proposito, la chiara e netta presa di posizione del nostro Comitato Libertà Toscana.
Invitiamo coloro che volessero approfondire a leggere questa sintesi semplice ma completa, scritta dall'amico e compagno Joan Vila de Gràcia (@JRVdGracia su Twitter), un attivista e uno studioso catalano che parla e scrive anche in italiano, che potete leggere qui su Prometeoblog.
Viva la Catalogna.
Visca Catalunya lliure.

Una bandiera catalana a Firenze, pronta
per le manifestazioni di solidarietà organizzate
dal Comitato Libertà Toscana



sabato 16 settembre 2017

Resistenza popolare catalana



Con metodi franchisti hanno sequestrato 100.000 manifesti per il Sì all'autodeterminazione catalana. Il popolo repubblicano catalano sta rispondendo stampandosi in casa milioni di volantini in formato A4.

Viva la resistenza popolare catalana. Viva la nuova repubblica di Catalogna che nascerà il 1 ottobre 2017.

Leggi di più.


lunedì 11 settembre 2017

In Catalogna la Diada del Sì


Omaggio alla Catalogna, che oggi è scesa in piazza per la tradizionale Diada, quest'anno ovviamente dedicata al Sì al referendum per l'autodeterminazione.

Fonte: http://www.naciodigital.cat/

Per chi vuole approfondire perché la causa catalana è importante per tutti i decentralisti del mondo, a cominciare da noi Toscani, Italiani, Europei, invitiamo alla lettura e alla diffusione della posizione ufficiale del Comitato Libertà Toscana: http://www.comitatolibertatoscana.eu/si-indipendenza-catalogna/.

Per chi conosce l'inglese e vuole approfondire le ragioni di diritto internazionale che legittimano la richiesta catalana di indipendenza, consigliamo la lettura di questo ottimo articolo di Vicent Partal (https://twitter.com/VilaWeb_EN), pubblicato qui: https://www.counterpunch.org/2017/09/08/five-things-to-remember-about-catalonia/.


Visca Catalunya!

domenica 27 agosto 2017

No oblidem


(Fonte: El Mundo)

La manifestazione di ieri a Barcellona, in ricordo delle vittime del terrorismo islamista, per la pace, contro ogni razzismo, contro ogni fascismo, è stata un momento solenne, un grande rito civile popolare, indimenticabile per chi era presente e anche per noi che lo abbiamo seguito da lontano.
A nostro parere, uno degli striscioni più importanti e significativi era quello che riportava una accusa netta: Filippo VI e il governo spagnolo complici del commercio d'armi (Felip VI i govern espanyol còmplices del comerç d'armes #NoTeniuVergonya). Lo riportiamo nella foto sopra.
Qua e là notiamo commenti infastiditi dal fatto che nella manifestazione siano esplosi i sentimenti repubblicani e indipendentisti della grande maggioranza del popolo catalano. Il re Filippo VI e il primo ministro spagnolo Rajoy sono stati fischiati e si è sentito anche il grido liberatorio: fora el Borbò (fuori il Borbone).

D'altra parte i legami dell'establishment monarchico, politico e militare spagnolo con le petromonarchie militariste e con il terrore e le guerre che esse finanziano, non possono più essere tenuti sottotraccia e suscitano un moto spontaneo di rivolta popolare che, speriamo, si diffonda per tutta la Spagna (e raggiunga anche l'Italia, la Francia, l'Inghilterra, in cui pure questi sporchi legami esistono).
Come abbiamo già avuto modo di scrivere su questo blog e su Twitter, la verità che sta davanti agli occhi di tutti, che i media conformisti non riescono più a tenere nascosta, è che i grandi stati del mondo non lottano contro il terrore, lo creano.
No oblidem (non dimenticheremo, in catalano).
Lotteremo contro la violenza scatenata nel mondo dai grandi stati.
I movimenti decentralisti di tutto il mondo, di cui gli indipendentisti catalani sono la punta di diamante, sono ancora guardati con sufficienza e diffidenza da troppi, anche negli ambienti che pure si autodefiniscono più aperti e progressivi. Eppure essi non sono dei folli sognatori, non sono dei pazzi retrogradi, non sono degli anti-europeisti, non sono dei nazionalisti sangue e solo.
Essi incarnano, al contrario, l'unica strada praticabile e ragionevole per dare alla globalizzazione un volto più umano, attraverso la moltiplicazione di piccoli stati democratici e inclusivi, a misura d'uomo appunto.

Noi preghiamo e lottiamo perché il prossimo 1 ottobre la Catalonia possa votare e sancire in modo indiscutibili una scelta repubblicana di autogoverno.
Sarà un passo avanti per il popolo catalano, per tutti i popoli e i territori d'Europa, per tutto il mondo.


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